Vespri Siciliani e gli Angiò in Sicilia

Angiò in Sicilia e Vespri Siciliani, la rivolta che scacciò i Francesi dalla Sicilia

I Vespri Siciliani posero fine alla dominazione degli Angiò in Sicilia che fu molto breve, forse la più breve nella storia dell’isola.

La presenza degli Angiò in Sicilia va dall’anno 1282 all’anno 1286.

L’inizio di questa storia è avvenuto quando il papa, Urbano IV, che considerava la Sicilia patrimonio della chiesa, decise di dare la corona a Carlo I d’Angiò.

Questo sconfisse e uccise Manfredi, figlio di Federico II, a Benevento inaugurando, appunto, il dominio degli Angiò sull’isola.

Dopo qualche anno Corradino, nipote di Federico II ed erede legittimo della Sicilia, provò a riconquistare l’isola, ma fu sconfitto e decapitato nella Battaglia di Tagliacozzo.

Il dominio dei Francesi in Sicilia durò comunque pochissimo a causa dei Vespri Siciliani.

I Vespri Siciliani

Vespri Siciliani

La situazione in Sicilia, sotto la dominazione Francese, si fece quasi subito preoccupante soprattutto per la grossa pressione fiscale applicata dal nuovo Dominatore e a causa di svariati soprusi e violenze.

Si dice che il sovrano Angioino odiasse i Siciliani perché fedeli agli Svevi.

Forse potrebbe essere vero il contrario, cioè che i siciliani rimpiangessero i vecchi sovrani proprio perché i Francesi si comportarono molto male nei loro confronti.

La situazione peggiorò fino a quando, nel 1282, cominciaro i moti rivoluzionari denominati appunto Vespri Siciliani.

I Vespri Siciliani

La Rivolta

La rivolta cominciò a Palermo il Lunedì dell’angelo durante l’ora dei vespri.

Si dice che il fatto scatenante che ne segnò l’inizio avvenne nel sagrato della chiesa del Santo Spirito.

Un soldato francese mise le mani addosso a una nobildonna accompagnata dal marito, palpeggiandola con la scusa di perquisirla.

Fu a quel punto che il consorte rubò la spada al soldato e lo uccise dando il via alla rivoluzione.

Nel corso della serata e della notte scattò una vera e propria caccia all’uomo verso i Francesi. Chi di loro non morì riuscì a scappare sulle navi.

Leggenda vuole che per scovare i Francesi che si cercarono di mischiare agli abitanti dell’isola i Siciliani avessero usato dei ceci, chiedendo a chi incontravano di pronunciarne il nome in dialetto.

Carlo cercò inutilmente di reagire ma tutti i tentativi rimasero vani.

I Siciliani cercarono di convincere il papa a potersi governare da soli, ma vista la riluttanza di quest’ultimo, si rivolsero al re Aragonese Pietro III, marito di Costanza nipote di Federico II di Svevia, offrendo a quest’ultimo la corona dell’isola.

Pietro III accettò di buon grado la richiesta e sbarcò nell’isola scacciando definitivamente i Francesi.

Carlo riprovò un assalto all’isola che falli’ prima ancora di arrivare in Sicilia, la sua flotta fu sconfitta al largo di malta dall’ammiraglio Ruggiero di Lauria.

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