Catania graffiti : I luoghi più importanti della street art

murales porto di catania

Catania è una piccola metropoli ai piedi del vulcano Etna; rinomata per la sua storia, dall’origine greca fino ai giorni nostri, è uno dei più importanti centri artistici del mar Mediterraneo.

La radice della sua bellezza è indefinita: come un’araba fenice è rinata plurime volte dalle ceneri e dalle macerie delle numerose eruzioni vulcaniche. Oggi appare ai nostri occhi come una melànge di tradizione e innovazione che non smette mai di mutare.

E’ proprio in questa atmosfera di profumi e tradizioni che si sta diffondendo il gusto per una nuova tendenza artistica: la street art.

Sicilian Magpie vuole accompagnarvi in un viaggio sensoriale attraverso i luoghi dell’innovazione urbanistica:

San Berillo

Il piccolo quartiere nacque dopo l’eruzione vulcanica del 1693 che rase al suolo gran parte della cittadina catanese. I suoi confini toccano le zone del centro storico: da piazza Stesicoro fino alla stazione ferroviaria.

In origine era un importante centro polifunzionale costellato da abitazioni e piccole botteghe di artigiani.

Negli anni ’50 le speculazioni edilizie lo resero un luogo ai margini della società. Si racconta che, proprio in questo periodo, diventò sede di uno dei più famosi quartieri a luci rosse del catanese. Questa realtà non è molto lontana dai giorni nostri, soltanto negli ultimi anni il Comune di Catania si è attivato al fine di rivalutare questa zona.

Così, per mano di giovani artisti è diventato un museo a cielo aperto di arte contemporanea.

Passeggiando fra le piccole stradine, ormai centro della movida catanese, si possono osservare i murales che riprendono, in chiave allegorica, la storia e miti della tradizione siciliana. Piazza delle Belle è l’onfalos di questo nuovo agglomerato artistico: le luci dei lampioni guidano l’osservatore come in una galleria di opere all’aperto.

Porto

In quanto città marittima per eccellenza, il porto catanese è famoso per turismo e commercio, ultimamente si trova al centro della diatriba nazionale riguardante gli sbarchi e l’immigrazione. 

Il 21 Giugno 2015 il Comune di Catania promuove un’iniziativa: il Festival Art, rivolto al miglioramento delle strutture fatiscenti del posto che degradavano il suggestivo paesaggio.

I vecchi silos del porto vennero decorati con affascinanti graffiti ad opera di grandi artisti internazionali (Okuda e Rosh333, Microbo, Bo130, Danilo Bucchi e VladyArt, il duo Intersni Kazki) che ricalcano i miti della tradizione: Colapesce, la bellissima Musa di Bellini, la fuga di Ulisse da Polifemo, le vicende di Scilla e Cariddi e la rappresentazione del Minotauro.

E’ proprio nella nostra piccola città metropolitana italiana che si trova il murales più grande del mondo: un uomo con lo sguardo perduto verso il Mar Mediterraneo decora otto silos al centro del porto. Il lavoro del portoghese Alexandre Farto, in arte “VHILS”, viene considerato una delle più importanti opere di rivalutazione del territorio che dona prestigio e lustro alla città.

Librino

Dagli anni ’70 una lunga e grigia distesa di cemento armato si estende nella periferia catanese. Librino con i suoi palazzi e le sue case popolari è annoverato per la sua pessima fama.  Zona degradata e delinquenziale per eccellenza, ritrova un barlume di speranza solo negli ultimi decenni grazie all’opera di Antonio Presti, un rinomato mecenate siciliano già noto per la costruzione della “Fiumara d’Arte” a Tusa (ME).

E’ proprio in questo quartiere che si erge la più grande opera di street art in terracotta raffigurante la tematica della “Grande Madre”

Gli artisti hanno lavorato in collaborazione con i bambini delle scuole limitrofe creando un’opera che si estende per più di 500 metri. 

L’obiettivo di questa magnifica iniziativa è quello di far prendere coscienza della magnificenza di questo luogo attraverso l’arte.

Squib

Largo Paisello venne considerato per secoli uno dei luoghi più prestigiosi di Catania. Fra via Sant’Euplio e la famigerata Villa Bellini, possiamo incontrare l’imponente ed elegante fontana disegnata da Dino Caruso. Negli ultimi anni, però, l’incuria e il disinteresse, hanno reso questa costruzione il luogo di ritrovo di writers e skaters siciliani. E’ così che il grande slargo è diventato palcoscenico e protagonista dell’estro dei giovani street artists.

San Giovanni Li Cuti

Nei pressi del lungomare catanese, la piccola spiaggia di San Giovanni Li Cuti è un sipario naturalistico veramente suggestivo. Frequentatissima da turisti e cittadini nelle calde giornate estive, rimane un evergreen per la romantica vista sul mare.

E’ proprio qui che si erge l’opera del giovane streetartist Salvo Ligama, diplomato in Grafica presso l’Accademia delle Belle Arti. Il murales, “Poseidon”, raffigura il dio del mare in tutta la sua virilità e bellezza. Il rimando alla mitologia è chiaro: Poseidone, dio del mare e dei terremoti, sembra avere un legame con gli elementi naturalistici e la storia della nostra terra.

L’opera, lunga 32 metri e alta 2,20 metri, è stata inaugurata il 2 giugno dal sindaco Salvo Pogliese, in onore del LungomareFest.

Martina Spampinato

Teatro Andromeda, opera d’arte di un pastore

teatro andromeda

Teatro Andromeda

Santo Stefano Quisquina è un piccolo borgo medievale incastonato nella magnifica cornice naturale dei Monti Sicani. L’abbraccio fra la Natura madre e l’operato umano rendono questo paesino una pietra miliare della provincia Agrigentina.
E’ proprio qui che mistico e realtà sembrano mescolarsi nella storia di Lorenzo Reina.

Nato nel 1960, diventa pastore secondo il volere del padre. La curiosità e l’estro non vengono soppiantati dalla vita umile: insieme a pecore e cani fra i pascoli agrigentini, continua gli studi di filosofia, astronomia, scienza, arte e storia da autodidatta.
Le abitudini degli animali lo incuriosiscono e ben presto si rende conto che, come se fossero attratti da una forza ancestrale, al calar del sole, questi rimangono incantati dai colori lucenti che si riflettono su una terrazza naturale nei pressi di Contrada della Rocca.

La natura diventa arte offrendo allo sguardo del pastore le suggestive immagini della vallata agrigentina e del mare siciliano.
Quì, pietra dopo pietra, Lorenzo Reina dona all’umanità una delle più suggestive opere artistiche e architettoniche degli ultimi secoli: il Teatro di Andromeda.
Un Cristo su un ulivo, una pietà, un corpo esanime, maschere e grandi teste scolpite, come in un museo a cielo aperto, decorano un ripido sentiero che conduce verso un’imponente corona muraria. Al suo interno, centootto cubi disseminati nella platea seguono un ordine che riprende il posizionamento delle stelle della Costellazione di Andromeda.

Per la sua imponente bellezza, il progetto architettonico viene preso in oggetto dalla XVIa edizione della Biennale di Architettura di Venezia, donando lustro e riconoscimento all’umile pastore, privo di titoli di studio.
Poter partecipare alle rappresentazioni teatrali può considerarsi un vero privilegio ma, anche solo un tramonto in questa atmosfera magica, appaga le aspettative del visitatore.
L’opera visionaria di Reina rappresenta un’esperienza sensoriale, il confine tra realtà terrena e metafisico.

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Martina Spampinato

La leggenda del pozzo di Gammazita

Fra le viuzze di via Plebiscito, nei pressi del Castello Ursino echeggia ancora la storia di una giovane donna: il suo nome è Gammazita e da secoli è l’emblema femminile fra le catanesi. Era il 1282 e la Sicilia insorgeva contro gli oppressori Angioini. Anche Catania e la sua gente affrontava le vicissitudini dei Vespri Siciliani.

Gammazita era una giovane che, com’era tipico fra le donne del rione della Judecca Suttana, si recava al pozzo di via San Calogero per attingere alle risorse d’acqua.
Fu così che un soldato francese si invaghì e tentò di abusare di lei. La donna, pur di sfuggire alle avances, preferì lasciarsi andare nell’oscurità di quel pozzo, trovando la morte.

La fonte era collocata al centro di un complesso di attività commerciali, per questo la sua presenza fu essenziale per lo sviluppo economico e urbano del quartiere. Si pensa che le sue acque fossero alimentate da rivoli del fiume Amenano che, in questa zona, prendeva il nome di Judicello.
Il 3 Marzo 1669 un terribile terremoto devastò la cittadina siciliana ricoprendola di una coltre di lava che, giunta sino al centro città, danneggiò anche l’antico pozzo.

Per il valore civico della vicenda di Gammazita, concepita come un exemplum virtutis, i cittadini catanesi alla metà del ‘700 ne avallarono il recupero.
Dall’interno di un cortile, circondato da palazzi popolari ottocenteschi, è possibile accedere ai 62 scalini che conducono direttamente al pozzo, situato 14 metri al di sotto del manto stradale. Nonostante le attuali condizioni fatiscenti, il Pozzo di Gammazita resta il cuore pulsante della vecchia città sommersa e dell’antica etica siciliana, mai doma di fronte al giogo straniero.

Martina Spampinato

Cefalù

cefalù

Kefaloidion: la città costruita sulla rocca

Incastonata come una gemma rara tra il mar Tirreno e i massicci montuosi del Parco delle Madonie, Cefalù si presenta come un piccolo borgo medievale in provincia di Palermo (a circa 70 km di distanza).
In sé racchiude la storia, l’arte e la bellezza paesaggistica siciliana: centro balneare annoverato per le suggestive spiagge (come La Caldura e Salinelle) ed inserita fra i borghi più belli d’Italia.

Abitata sin dall’epoca preistorica, diviene, nel IV secolo, un piccolo porticciolo ellenistico. Proprio in questo periodo nasce il suo nome: Κεφαλοίδιον (Kefaloidion), dal greco kefa o kefalé, ovvero “testa”, per la sua strategica posizione in cima alla rocca.
Conquistata da Greci, Siracusani, Romani, raggiunse il suo massimo splendore in epoca Bizantina. Proprio in questo periodo l’assetto urbanistico venne modificato, trasferendo il centro abitato dalla pianura alla rocca.

Invariate nei secoli, le strade medievali lastricate di ciottoli della Rocca di Cefalù, conducono ai siti culturali di maggior interesse; uno dei più importanti è, senza dubbio, la Basilica Cattedrale della Trasfigurazione. La leggenda narra che Ruggero II, approdato sulle spiagge della cittadina a seguito di una tempesta, fece costruire la cattedrale come voto al Santissimo Salvatore. I lavori iniziarono nel 1131 e nel 1145 Ruggero II commissionò i mosaici e i sarcofagi porfiretici destinati alla propria sepoltura e a quella della moglie.

L’architettura è complessa: influenze normanne (come le torri principali) si mescolano a strutture di matrice araba e quattrocentesca. All’interno si articola in tre navate
attraversate da un imponente transetto. La decorazione musiva è considerata il fiore all’occhiello: un Cristo Pantocratore domina l’abside, l’indice e il medio uniti indicano la sua natura umana e divina, le altre dita congiunte simboleggiano la trinità. Le restanti raffigurazioni sono consacrate alla figura della Madonna accompagnata dagli arcangeli e ad altri personaggi biblici. Dal 2015 la cattedrale è entrata a far parte del Patrimonio dell’Unesco.

L’unicità del suo essere rende Cefalù una meta fondamentale della Sicilia occidentale. Come affermava il celebre scrittore Leonardo Sciascia: “Non c’è turista che viaggiando per la Sicilia – minimo che sia il suo interesse alle cose dell’arte – tra Palermo e Messina non si senta obbligato o desideroso di fermarsi a Cefalù […]”.

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di Martina Spampinato

Villa del Casale, visita ad una villa Romana

colonna villa del casale

Villa del Casale: Stupendo edificio abitativo risalente al IV secolo (probabilmente edificata intorno al 350 A.C.), si trova a pochissimi km da Piazza Armerina (EN).

Villa del Casale può essere considerata una dei più belli esempi, in Italia,  di dimora residenziale. Ci sono diverse correnti di pensiero per quel che riguarda la proprietà della villa: alcuni pensano sia appartenuta a un aristocratico governatore di Roma, altri pensano sia appartenuta a un funzionario dell’impero forse Marco Erculeo (teatrarca di Diocleziano). Lo scavo che l’ha portata alla luce è avvenuto a metà del XX secolo.

La villa del Casale è composta da 3500 metri di mosaici, oltre a strutture architettoniche come: Colonne, Statue, Capitelli. Gli stili con cui sono composti i mosaici sono differenti, alcuni con chiara influenza africana. Il sito è stato riconosciuto come patrimonio dell’Unesco. E’ sicuramente una delle tappe da considerare in un viaggio in Sicilia.

Isola dei Conigli

E’ un isolotto che si trova nell’arcipelago delle isole Pelagie, tra i comuni di Lampedusa e Linosa nella provincia di Agrigento. L’ isola dei Conigli, col passere del tempo, è diventata una grossa meta turistica; questo perché da molti è considerata una delle spiagge più belle del mondo. E’ sicuramente una delle tappe da considerare se si visita la Sicilia.

Riserva dello Zingaro

Stupenda riserva naturale che si trova lungo la costa nel comune di Castellammare del Golfo nella provincia di Trapani. La particolarità di questo luogo è proprio quella di essere uno dei pochi, se non l’unico, tratto di costa sicula completamente libero dall’influenza dell’uomo. Questo piccolo ma importante fattore fa, della Riserva dello Zingaro, uno dei posti sicuramente da visitare dagli amanti della natura che vengono in vacanza in Sicilia.

Erice

E’ un luogo ricco di storia e tradizioni. Le sue origini risalgono alla preistoria, quando la mitologia greca dice che i Troiani, fuggendo dalla distruzione della loro città, approdarono in Sicilia e fondarono Erice appunto, dando vita alla popolazione chiamata Elimi. La tradizione mitologica greca cita ancora questo luogo in un viaggio di Ulisse e ancora prima in una delle gesta di Ercole. Per lungo tempo uno dei pochi avamposti di Cartagine nella Sicila, è oggi una delle mete consigliate per tutti i turisti che visitano l’isola.

Gole dell’Alcantara

Sono un canyon naturale che si trova tra i comuni di Castiglione di Sicilia e di Motta Camastra, nella provincia Messinese. Le Gole dell’ Alcantara hanno un’ altezzadi 25 metri e una larghezza che va dai 2 ai 5 metri. In mezzo alla pietra lavica scorre il fiume Alcantara. Queste gole sono nate dalle colate laviche che hanno reso questo posto uno dei quelli assolutamente da visitare per gli amanti della Natura.