Le catacombe dei Cappuccini: il lato oscuro di Palermo

Palermo è il luogo per antonomasia del sole, della bellezza paesaggistica, dei litorali più suggestivi della Sicilia che si mescolano insieme al raffinatissimo gusto artistico del centro urbano.

Conoscete, però, il lato più oscuro e macabro? SicilianMagpie vi farà passeggiare fra i sotterranei delle Catacombe dei Capuccini.

Il complesso si erge nei sotterranei della chiesa di Santa Maria della Pace, nel cuore del quartiere Cuba.

Una ripida e buia scala conduce il visitatore in un angusto cimitero sotterraneo caratterizzato da un’aura mistica e tenebrosa. Al suo interno, più di 8000 salme mummificate vengono esposte secondo l’ordine di ceto, sesso e ruolo sociale.

Si pensa che fu progettata nel ‘500 al fine di conservare i corpi dei frati cappuccini. Negli anni, però, anche la borghesia palermitana fu attratta dal fascino di rendere immortale la gloria dei defunti, tuttavia il costo ingente dei processi di imbalsamazione rede la pratica uno status symbol.

Monaci, ricchi commercianti, ufficiali in divisa, vergini in abito da sposa, bambini in vesti da festa vengono esposti con pose disparate cercando di sfuggire all’oblio e al disfacimento della materia.

Le mummie si presentano in diversi stati di conservazione: alcune perfettamente intatte sembrano eludere il tempo, altre ormai sono corpi deformi in abiti polverosi di epoche passate.

Fra queste la più conosciuta è la salma della piccola Rosalia Lombardo. Morta nel 1920 a soli due anni per una brutta polmonite. Il padre decise di colmare il dolore dell’assenza rendendo eterna la candida bellezza della bambina. Il professore Alfredo Salafia fu assai abile nella sua opera da rendere la bambina eterna, assorta in un lungo sonno.

Attualmente la piccola col fiocco rosa in testa, soprannominata “la bella addormentata”, è rinchiusa in una teca satura di azoto al fine di evitare l’avanzamento dei segni di decomposizione.

Nel XVII secolo il luogo diventò tappa del Grand Tour in quanto non solo pezzo fondamentale della storia palermitana, ma luogo di riflessione sull’effimera permanenza dell’uomo sulla terra.

Il luogo ispirò non solo le considerazioni di grandi visitatori come Thomas Mann, ma anche l’estro di alcuni celebri artisti: Calcedonio Reina, ad esempio, realizzò la tela “Amore e Morte”, attualmente conservata a Catania nella pinacoteca del Castello Ursino. L’ossimorica rappresentazione dei due amanti all’interno delle catacombe dei cappuccini riecheggia la mitologica lotta fra “Eros e Thanatos” ovvero Amore e Morte, la potenza della vita in conflitto con l’inequivocabile destino umano.

Si consiglia la visita del luogo ai visitatori curiosi e amanti del brivido, ma anche a chi, semplicemente, vuole riflettere sulla vita e sul tempo.

Martina Spampinato

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