Normanni in Sicilia

Dominazione Normanna in Sicilia

La storia della Sicilia continua parlando della dominazione Normanna sull’isola.

Parliamo della dominazione Normanna sulla Sicilia. Guardando l’aspetto estetico di noi Siciliani si può spesso notare la presenza di alcuni tratti fisionomici che sono lontani da quello che è l’aspetto tipico che ci si aspetta dalla popolazione dell’isola, cioè altezza medio bassa e colorito scuro della pelle, degli occhi e dei capelli.

Infatti molto frequentemente possiamo incontrare Siciliani biondi alti con occhi chiari… questo molto probabilmente dipende dal fatto che nel nostro frullato genetico durante i duecento anni che vanno dall’anno 1061 al 1200 circa, sia entrato a causa della loro dominazione sull’isola, anche il gene Normanno.

Sono presenti ancora moltissimi edifici costruiti durante questa dominazione, soprattutto a Palermo che per moltissimo tempo fu la capitale dell’impero Normanno in Sicilia.

Storia Normanna in Sicilia

Siamo all’inizio del XI secolo, in quel momento la popolazione normanna era conosciuta per il brigantaggio  e soprattutto per la sua vocazione come mercenari.

Il loro legame con l’isola Siciliana ha inizio quando, intorno al 1040, i Normanni furono assoldati dai Bizantini per cercare di ri-impadronirsi dell’isola in quel momento sotto la dominazione Islamica.

Durante questa incursione i Normanni restarono stupiti dalla ricchezza della Sicilia e spinti anche dalla debolezza dell’impero islamico, riscontrata sul campo in quel momento, decisero di provare ad invadere l’intera isola. 

La prima incursione Normanna sull’isola avvenne ad opera di Ruggero Primo d’Altavilla.

Dopo questo primo approccio Roberto il Guiscardo (fratello maggiore di Ruggero) insieme al fratello minore, nel 1061, conquistarono Messina e cominciarono a fortificarla. 

Nel 1063 vi fu la battaglia di Cerami dove gli arabi furono sconfitti. Grazie a questa vittoria Ruggero I si era assicurato il dominio di buona parte dell’isola.

Entro pochi anni conquistò anche Catania (1071) e Palermo (1072). Roberto il Guiscardo divenne così il Re della Sicilia.

Il regno normanno continuò poi con il figlio di Ruggero I, Ruggero II, il quale, dopo aver conquistato tutta l’italia Meridionale, divenne Re di Sicilia nel 1130, facendo si che la Sicilia diventasse uno stato che possiamo definire “moderno” in quanto furono create istituzioni come: il primo parlamento e il Catasto.

Facendo Palermo la sua Capitale, Ruggero, formò uno stato in cui erano presenti popolazioni diverse. Fece anche in modo di portare alla sua corte, quindi al suo servizio, molti esperti in vari campi di varie nazionalità.

La Sicilia in quegli anni diventò il più grosso impero del Mediterraneo.

Dopo di lui regnarono la Sicilia: Simone, Guglielmo I, Guglielmo II e infine Tancredi. Qui in realtà finì l’era Normanna.

Il matrimonio tra Enrico IV, figlio dello Svevo Federico Barbarossa, e Costanza D’Altavilla (figlia di Ruggero II) segnò la fine della dominazione Normanna e l’inizio dell’età Sveva della Sicilia.

Architettura normanna in Sicilia

Religione durante il periodo Normanno

Durante la dominazione Normanna in Sicilia la religione principale fu la religione Cattolica. Infatti sin dall’inizio dell’età Normanna vi fu una grossa spinta verso il cattolicesimo. 

Già da quando Ruggero I diede un peso diverso alla gente in base al credo religioso, furono favoriti da leggi in loro favore i cattolici rispetto ai musulmani e alle persone con altri credi religiosi.

Etnie Presenti all’interno della Sicilia Normanna

Ruggero I spinse verso la ripopolazione dell’isola, favorendo, oltre ovviamente ai Normanni,  le persone provenienti dalla Provenza, dalla Britannia e le popolazioni dell’Italia Settentrionale.

Durante il regno di Ruggero II vi fu un periodo in cui la Sicilia fu arricchita culturalmente dalla presenza cosmopolita di tantissime Etnie.

Influenze Dialettali 

Vista la presenza, oltre alla popolazione Normanna, di svariate etnie il dialetto Siculo fu arricchito in maniera notevole. 

Ricordiamo innanzitutto il gallo-italico che influenzò tantissimo il dialetto Siciliano, soprattutto in alcune zone, ed ancora oggi è percepibile nel nostro linguaggio:

Alcuni esempi di questa influenza sono:

  •  accattari – comprare (dal normanno acater, francese moderno acheter )
  • accia – sedano (da ache)
  • ammintuari o muntuari – accennare, nominare (dal normanno mentevoir’)
  • ammuarru o armaru – armadio (da armoire)
  • appujari – appoggiare (da appuyer)
  • bucceri (vucceri) – macellaio (da bouchier)
  • buatta – latta, barattolo (da boîte)
  • custureri – sarto (da coustrier, francese moderno coutourier)
  • firranti – grigio (da ferrant)
  • fuoddi – pazzo (da fol)
  • giugnettu – luglio (da juignet)
  • ladiu o lariu – brutto (da laid)
  • largasìa – generosità (da largesse)
  • magasè – magazzino (da magasin)
  • mustàzzi – baffi (da moustache)
  • perciàri/pirciàri – bucare
  • puseri – pollice (da poucier)
  • racìna – uva (da raisin)
  • raggia – rabbia (da rage)
  • testa – testa (da teste)
  • travagghiari – lavorare (da travaller, francese moderno travailler, ma in spagnolo trabajar dal latino. tripaliāre, de tripalĭum)
  • trippari o truppiccari – inciampare (dal normanno triper; ma anche provenzale trepar)
  • tummari o attummuliari – cadere (da tomber) 

(Questi termini dialettali sono stati presi dall’artico del sito: http://www.palermoweb.com)

Dominazione normanna in Sicilia

Influenza Culinaria Normanna

Oltre l’eredità genetica e linguistica, la popolazione Normanna lasciò anche un influenza culinaria.

Furono introdotte nella nostra cucina diverse abitudini alimentari che erano proprie delle popolazioni nordiche. 

Le principali influenze che tutt’ora sono fortemente presenti nella cucina Siciliana sono: la maniera di cucinare le carni allo spiedo e il pesce tipicamente nordico come il merluzzo (pisci stoccu e baccala’). 

Dovrebbero essere una eredità delle popolazioni nordiche anche l’introduzione delle posate.

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