fbpx

La “nobilissima civitas” di Tindari

tindari

Nei pressi di Patti, paesino del messinese, si erge un promontorio a picco sul mar Tirreno nella cui cima si radica la piccola cittadina di Tindari.

La natura che fa da cornice al centro abitato è particolare ed unica nel suo genere. Ai piedi dell’altura troviamo la spiaggia di Marinello che si allarga e restringe influenzata dalle maree. Poco distante dalle acque cristalline, su un costone, si trova una grotta che, secondo una leggenda, era abitata da una maga che sfogava le proprie ire affondando le dita nelle rocce, proprio a questo sono ricollegati i numerosi fori presenti.

Le origini di Tindari sono antiche: diventa colonia greca nel 396 a.C. per volere di Dionisio I e prende il suo nome da Tindaro, re di Sparta.

Nel 256 a.C., durante la battaglia di Tindari, i Romani conquistano il territorio sancendo la fine dell’egemonia cartaginese nel territorio. Diventa colonia romana nel 36 a.C. e Cicerone la descrive come una “nobilissima civitas”.

Il suo aspetto muta nel 535 diventando una maestosa sede bizantina, totalmente rasa al suolo nell’836 per mano degli Arabi.

Passeggiando fra le strette vie, nel punto più alto del promontorio, vecchia sede dell’acropoli, si erge il Santuario della Madonna di Tindari. Al suo interno, scolpita in legno di cedro, si trova una particolarissima Madonna nera assisa su un trono con il bambino in grembo. Ai piedi della statua un’iscrizione, che riprende il “Cantico dei cantici”, afferma “Nigra sum sed formosa” giustificando la particolare scelta artistica e stilistica che la rende unica nel suo genere. Tra il 7 e l’8 settembre si celebra, secondo le tradizioni marinare e liturgiche, la festa in onore alla vergine o “Matri ‘u tinnaru”.

La città antica è racchiusa in un’area archeologica ancora oggi ben conservata. Le mura di cinta, risalenti al III secolo a.C., si estendono per quasi 3 km in una doppia cortina in pietra arenaria.

Il maestoso Teatro Greco di Tindari, invece, risale al IV secolo a.C. Sfruttando la grande conca nella collina, la sua platea può ospitare più di 3000 spettatori. In epoca romana viene modificato al fine di poter ospitare i giochi dell’Anfiteatro.

Tindari fu musa ispiratrice di alcuni scrittori: Andrea Camilleri ambienta un’avventura di Montalbano in questa terra. “La gita a Tindari” è anche uno dei più noti episodi dell’omonima serie televisiva. È luogo felice d’infanzia per Salvatore Quasimodo che in “Vento a Tindari” lo ricorda con nostalgia e tristezza. Mito, cultura, arte e bellezza paesaggistica rendono unico e pittoresco questo piccolo borgo, tappa imperdibile per chi viaggia nei pressi della costa tirrenica.

Martina Spampinato


Gole dell’Alcantara

Sono un canyon naturale che si trova tra i comuni di Castiglione di Sicilia e di Motta Camastra, nella provincia Messinese. Le Gole dell’ Alcantara hanno un’ altezzadi 25 metri e una larghezza che va dai 2 ai 5 metri. In mezzo alla pietra lavica scorre il fiume Alcantara. Queste gole sono nate dalle colate laviche che hanno reso questo posto uno dei quelli assolutamente da visitare per gli amanti della Natura.

Isole Eolie

Le isole Eolie sono un arcipelago di origine vulcanica nella provincia di Messina, a nord della Sicilia. Sono diventate, negli anni, una delle mete turistiche principali dell’isola. Le isole principali dell’arcipelago sono: Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli e Vulcano. Al loro interno ci sono due vulcani attivi (Stromboli e Vulcano). Sicuramente è una delle mete da considerare in un viaggio in Sicilia.

Fontana di Orione

Stupendo monumento del XVI secolo. Realizzata dello scultore Giovanni Angelo Montorsoli ( 1507-1563 ), uno dei più noti allievi di MIchelangelo, per commemorare la realizzazione del primo acquedotto della città di Messina. Quando la fontana venne ultimata, per farvi posto, fu abbattuta l’ antica chiesa medievale di San Lorenzo. La fontana è dedicata ad Orione, il gigante che secondo la tradizione fondò Messina.

Teatro Vittorio Emanuele II

E’ il teatro principale della città di Messina, fu costruito nel XIX secolo su commissione di Ferdinando II di Borbone. E’ stato progettato da Pietro Valente e il suo primo nome era dedicato a Sant’ Elisabetta ( divenne Teatro Vittorio Emanuele dopo l’unità d’Italia ). Fortemente danneggiato dal sisma del 1908, fu poi ristrutturato ed ampliato.

Palazzo Zanca

Il palazzo sede del municipio, è stato ricostruito dopo il sisma del 1908 ma la sua collocazione nella struttura urbana è molto antica. Infatti la sua prima edificazione può essere fatta risalire al XVII secolo, durante la dominazione Spagnola.

Palazzo Zanca Messina.

Chiesa di San Giovanni di Malta

La chiesa che oggi vediamo risale al XVI sec., ma della della struttura originaria è rimasta solo una parte. In realtà la prima costruzione della Chiesa di San Giovanni di Malta può essere fatta risalire al VI secolo. Nei vari secoli la struttura resistette ai disastri naturali, soprattutto i terremoti, che colpirono l’isola siciliana. Fu, appunto, completamente ricostruita nel 1588, dopo diversi secoli e diversi altri sismi, nonostante la struttura abbia retto, è rimasto poco di quella che probabilmente era uno dei monumenti più rappresentativi di quel periodo.