Catania barocca: via dei Crociferi

Melior de cinere surgo”, è il motto della città di Catania, che nella sua storia è stata ripetutamente rasa al suolo dai numerosi eventi sismici. Lo si può leggere su Porta Garibaldi, inciso ​in seguito ​al terremoto del 1693, uno dei più ​drammatici, che causò ingenti danni. La città, sepolta dalle macerie, rinasce però più ricca e splendida che mai: prende forma la Catania Barocca.

Una delle direttrici più importanti dell’urbanistica catanese è via dei Crociferi, centro culturale e borghese annoverato per la magnificenza delle sue molte strutture barocche, tutte racchiuse in poco meno di 350 metri. 

Oltrepassando l’arco di San Benedetto, anello di congiunzione fra la badia grande di San Benedetto e il monastero delle suore benedettine, si entra in contatto con un’atmosfera pittoresca, ricca e a tratti romantica.

Avanzando oltre, ci si imbatte subito nella chiesa di San Benedetto che attira l’attenzione dell’osservatore per la sua imponente “scalinata degli angeli” realizzata interamente in marmo, decorata da raffigurazioni di angeli e cinta da un maestoso cancello in ferro battuto. Al suo interno, l’unica navata centrale è decorata con suggestivi affreschi narranti la vita di San Benedetto ad opera di Sebastiano Lo Monaco, Giovanni Tuccari e Matteo Desiderato. Nei secoli diventa una delle sedi più importanti per la storia folkloristica catanese. Qui, infatti, ogni anno le suore di clausura dedicano un dolce canto alla Santa patrona Agata, in occasione della sua celebrazione.

Proseguendo, si incontra la Chiesa di San Francesco Borgia con i suoi due imponenti scaloni d’accesso. Rispettando il progetto di Angelo Italia, la facciata in marmo bianco presenta due ordini di colonne che donano rigore e maestosità alla struttura. Al suo interno tre grandi navate sono decorate da affreschi del XVIII secolo e da statue dedicate a Sant’Ignazio e San Francesco Saverio. La stupenda cupola, che riecheggia le vicende dell’ordine dei Gesuiti, è stata realizzata dal maestro Olivio Sozzi. Si narra che proprio qui, nel 1801, fu battezzato il celebre musicista catanese Vincenzo Bellini.

Sempre sul lato sinistro del nostro percorso, possiamo osservare il Collegio dei Gesuiti, riconosciuto Patrimonio dell’Unesco nel 2002. La sua costruzione, post-sisma, non è stata breve, ci sono voluti quasi quarant’anni di lavori che, però, hanno dato origine ad uno degli edifici della Compagnia di Gesù più belli in Sicilia. L’edificio presenta quattro cortili lastricati di ciottoli bianchi e neri secondo la maniera dell’architetto Francesco Borromini. Alla costruzione dell’edificio partecipano nomi illustri come Francesco Battaglia e Giovan Battista Marino. Nel corso dei secoli è stato adoperato come sede del “Collegio delle Arti“, Ospizio di Beneficienza e dal 1968 fino al 2009 sede dell’Istituto d’Arte.

Di fronte a questo edificio, troviamo l’esempio più bello del barocco catanese: la Chiesa di San Giuliano, ricostruita fra il 1739 e il 1751 ad opera del genio architettonico di Giovanni Battista Vaccarini. Particolarissima è la facciata convessa che, con le sue linee curve e i suoi giochi di luci ed ombre, donano peculiarità e regalità all’edificio. L’interno, a pianta ottagonale, presenta quattro altari decorati con opere di Olivio Sozzi e Pietro Abadessa. L’altare Maggiore di marmo policromo e decorato con bronzetti dorati, fu opera di Giovan Battista Marino. Al centro domina un raffinato tronetto realizzato da Nicolò Mignemi, con ai lati due maestose statue rappresentati la Fede e la Carità. Nel catino absidale troviamo lo stupefacente affresco del Dio Padre ad opera di Giuseppe Rapisardi, grande esponente della pittura ottocentesca catanese.

Attraversando via Antonino di Sangiuliano, chiamata tra i catanesi “acchianata di Sangiuliano“, troveremo la bellissima chiesa di San Camillo e Villa Cerami, antica dimora della prestigiosa famiglia dei Rosso di Cerami da cui prende il nome ed attualmente sede dell’Università di giurisprudenza.

Negli ultimi anni, insieme alle meraviglie artistiche, numerosi locali di ristorazione costellano la prestigiosa via, offrendo, così, un excursus culturale e sensoriale completo che abbraccia arte, tradizione e gusto.

Martina Spampinato

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